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Patologie
DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS
DESCRIZIONE E DIAGNOSI
Il disturbo si presenta in soggetti che hanno vissuto eventi che sarebbero traumatici per chiunque (episodi di combattimento, catastrofi naturali, incidenti, violenze sessuali ecc.).
Esso consiste in una risposta ansiosa intensa che persiste per lungo tempo dopo che si è verificato l’evento traumatico. Il soggetto rivive il trauma attraverso sogni o fantasie ad occhi aperti e cerca di evitare gli stimoli che gli ricordano il trauma.
Sintomi comunemente presenti sono depressione, difficoltà di concentrazione, stato di ipervigilanza con difficoltà a rilassarsi. L’esame psichico spesso rivela vissuti di colpa, rifiuto e umiliazione.
DIAGNOSI
I criteri diagnostici che devono essere presenti per diagnosticare un PTSD sono:
I sintomi si sviluppano generalmente entro 3-6 mesi dall’evento traumatico e persistono oltre un mese.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE
Il PTSD viene spesso diagnosticato erroneamente come un altro disturbo mentale, cosa che impedisce un corretto ed adeguato trattamento.
Nei Disturbi dell’ Adattamento l’agente stressante non è così grave come nel PSTD e l’individuo non rivive l’esperienza spiacevole come nel PTSD.
Il PTSD si distingue dal Disturbo Acuto da Stress per il tempo trascorso fra trauma e comparsa dei sintomi; nel Disturbo Acuto da Stress i sintomi compaiono poco dopo il trauma e perdurano al massimo per un mese.
La Depressione può essere co-presente al PTSD.
EPIDEMIOLOGIA
Si stima che la prevalenza nell’arco della vita del PTSD sia compresa fra l’1 ed il 3% della popolazione generale.
Fra i soggetti che hanno vissuto esperienze traumatiche circa il 5% degli uomini ed il 10% delle donne sviluppa poi un PTSD.
DECORSO
L’età di esordio varia a seconda dell’età in cui si è verificato l’evento traumatico.
Il disturbo si manifesta in genere qualche tempo dopo il trauma.
Circa il 30% dei soggetti guarisce completamente nell’arco di qualche mese, ma più spesso il decorso è cronico e comporta una significativa disabilità, influenzando negativamente le relazioni sociali, l’attività lavorativa e la salute fisica.
Circa la metà dei pazienti guarisce entro 5 anni; la velocità di recupero è maggiore nei soggetti che ricevono un trattamento specialistico adeguato.
TERAPIA
Il PTSD è un disturbo grave e difficile da trattare; pertanto è bene che la terapia venga condotta da uno specialista nel suo trattamento.
I trattamenti efficaci devono aiutare l’individuo a confrontarsi in modo sistematico con le esperienze, i ricordi e le situazioni associate all’evento traumatico. Questo tipo di trattamenti porta a risposte emotive molto intense scatenate dai ricordi del trauma e richiedono grande sensibilità e abilità da parte del terapeuta.
Stare meglio significa che il trauma cessa di terrorizzare il soggetto; perché questo accada esso deve confrontarsi con le proprie paure ed essere in grado di raccontare quello che gli è successo.
Il soggetto deve essere in grado di fare il racconto più e più volte con sempre maggiori dettagli, facendo fronte alle emozioni negative che ciò comporta.
Lo scopo è quello di fronteggiare le paure ed i ricordi terrorizzanti, in modo che questi non interferiscano più con la vita del soggetto che potrà così proseguire.
I trattamenti che si sono dimostrati efficaci nella cura del disturbo sono:
- Terapia cognitivo-comportamentale;
- Trattamento farmacologico
Terapia cognitivo comportamentale
Il trattamento comprende:
1. Educazione ed informazioni sui sintomi del PTSD.
E’ importante che il soggetto sappia che i sintomi e le emozioni che prova sono risposte normali al trauma; dopo un evento traumatico, il fisico e la mente hanno bisogno di qualche tempo per comprendere pienamente quello che è successo ed elaborarlo.
2. Insegnamento di tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia, quali ad esempio gli esercizi di respiro lento. Queste strategie servono a ridurre il livello di attivazione e allarme quando sono troppo alti e aumentano la capacità di controllo aiutando a confrontarsi coi ricordi associati al trauma.
3. Esposizione graduale agli stimoli associati al trauma.
L’esposizione può avvenire sia con l’immaginazione che attraverso stimoli reali. Questa importante fase è la più delicata del trattamento e deve essere fatta ricorrendo ad un terapeuta esperto nella terapia cognitivo-comportamentale.
4. Ristrutturazione cognitiva dei pensieri e delle paure associati all’evento traumatico.
Spesso i soggetti hanno ricordi sbagliati dell’evento traumatico. E’ importante iniziare a pensare in modo realistico riguardo quello che è successo e riflettere su alcune convinzioni che possono rendere difficile affrontare il ricordo dell’evento traumatico: per esempio sentirsi in colpa perché si pensa di essersi comportati in modo inadeguato o umiliante nel corso dell’evento.
Terapia farmacologica
Alcuni studi, anche se con risultati non sempre univoci, hanno mostrato che certi antidepressivi (Amitriptilina, Imipramina, SSRI) possono essere utili nel PTSD.
I sintomi che possono trarre più giovamento dalla terapia farmacologica sono l’ansia, la depressione e l’iperattivazione, mentre l’evitamento e la negazione rispondono poco ai farmaci.
I soggetti che rispondono bene al trattamento farmacologico dovrebbero proseguirlo per almeno un anno prima di provare a sospenderlo.
Le benzodiazepine possono dare un temporaneo sollievo ai sintomi, ma NON sono indicate per un trattamento a lungo termine perché possono dare dipendenza e necessità di aumentare le dosi per mantenere gli effetti.
In ogni caso la terapia farmacologica da sola ha risultati inferiori rispetto ai casi nei quali viene associato un trattamento cognitivo-comportamentale.
CONSIGLI
Per familiari e amici di una persona che ha subito un trauma
Per chi subisce un’esperienza traumatica
Subito dopo l’evento:
Nei giorni successivi:
Se le vostre reazioni continuano ad interferire in modo grave con la vostra vita, chiedete aiuto ad un clinico esperto.
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