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sceglere la terapia

SCEGLIERE LA TERAPIA
COME FACCIAMO A SAPERE CHE UN TRATTAMENTO FUNZIONA?

Spesso nelle sezioni informative del nostro sito trovate indicazioni relative ai trattamenti efficaci o la cui efficacia sia stata dimostrata da ricerche scientifiche secondo criteri di efficacia basati sull'evidenza.

Ma come è possibile sapere quale trattamento funziona e quale no?

La risposta è che questi trattamenti sono stati sottoposti a ricerche numerose e rigorose, condotte in modo da ottenere la ragionevole certezza che il trattamento è efficace in quella malattia.

I ricercatori che conducono questi studi devono seguire alcune regole auree nel condurre le loro ricerche ed il rispetto di tali regole permette di ottenere l'evidenza, a favore o contro, l'efficacia di un particolare intervento.

L'assunto di base è che il gruppo in trattamento deve essere confrontato con un gruppo di controllo che non riceve il trattamento o che ne riceve un altro e che i due gruppi devono essere simili in tutto tranne che per il trattamento oggetto di valutazione.

Così i cambiamenti che si osservano nel gruppo trattato con la terapia oggetto di ricerca non potranno che essere attribuiti al trattamento stesso e non ad altri fattori come per esempio la gravità del disturbo, l'età, il sesso o la condizione sociale.

Inoltre le differenze osservate dovranno essere sottoposte ad analisi statistica per escludere che siano dovute al caso.

Per esempio i ricercatori potrebbero voler indagare se un determinato farmaco o una determinata psicoterapia sia efficace nella depressione.
Essi dovranno seguire alcune tappe, per raggiungere il cosiddetto gold standard, che sono comuni a qualsiasi trattamento di cui si voglia provare l'efficacia per qualsiasi malattia mentale.

La Fase 1 consisterà nella selezione di un gruppo di soggetti che soffrono di Depressione assicurandosi che non siano presenti altre condizioni o fattori che possono influire sul disturbo, per esempio altre malattie mentali oltre alla depressione.

La Fase 2 consiste nel dividere i pazienti in 2 gruppi. In un gruppo le persone riceveranno il trattamento di cui si intende provare l'efficacia, nell'altro riceveranno un trattamento di controllo attivo(per esempio un altro trattamento di cui già si conoscono gli effetti) o inattivo (un placebo: cioè per es. il gruppo di controllo riceve una pillola senza effetti farmacologici).
Perché i risultati della ricerca siano utili i pazienti devono essere assegnati ai 2 gruppi in modo randomizzato, cioè in modo casuale. Questa tecnica aiuta a far si che i due gruppi siano il più simili possibile all'inizio del trattamento; se i 2 gruppi differiranno al termine del trattamento ciò sarà presumibilmente dovuto al fatto che un gruppo ha ricevuto il trattamento ed un altro no.

La Fase 3 consiste nel misurare gli esiti cui il ricercatore è interessato, per esempio studiando un trattamento per la depressione misurerà il grado di depressione. Per far sì che i risultati non siano influenzati da elementi soggettivi né il paziente né il valutatore sanno a quale gruppo di trattamento (col trattamento oggetto di valutazione o col trattamento di controllo) appartiene il soggetto valutato (questa condizione viene chiamata "doppio cieco").
Poiché ogni altro fattore è stato controllato, il trattamento sarà la sola ragionevole spiegazione di qualsiasi differenza che si osserverà fra i 2 gruppi dopo il trattamento stesso.
Se le differenze sono di entità tale da non poter essere dovute al caso esse vengono definite statisticamente significative.

Queste sono le modalità con cui deve essere condotta una ricerca ben fatta ed i risultati di queste ricerche formano la basi per i trattamenti di tutti i pazienti.
Quando più ricerche di questo tipo, condotte in più luoghi e da più ricercatori , concordano nel dimostrare l'effetto positivo di un trattamento si dice che quello è un trattamento la cui efficacia è basata sulle prove (Evidence Based Treatment).

Nelle nostre sezioni informative quando parliamo di trattamenti efficaci, sia farmacologici sia psicoterapeutici, parliamo di trattamenti per i quali siano state condotte ricerche di questo tipo che ne abbiano dimostrato l'efficacia in modo obiettivo.
Di seguito forniamo un riassunto di tutti i trattamenti, sia farmacologici sia psicoterapici, così definiti efficaci, nei diversi Disturbi Mentali (modificato da: "Treating mental disorders. A guide to what works",Nathan, Gorman & Salkin):

DISTURBI ALIMENTARI:
Anoressia: nessun trattamento di provata efficacia
Bulimia: terapia cognitivo-comportamentale

DISTURBI DELL'UMORE:
Depressione: Terapia cognitiva, Terapia Interpersonale, Terapia comportamentale, Antidepressivi.
Disturbo Bipolare: Psicoeducazione, Litio, Anticonvulsivanti, Antipsicotici.

DISTURBI D'ANSIA:
Disturbo d'ansia generalizzata: Terapia cognitivo-comportamentale, Antidepressivi, Benzodiazepine.
Disturbo da Attacchi di Panico: Terapia cognitivo- comportamentale, Antidepressivi.
Agorafobia: Esposizione graduale.
Fobia sociale: terapia cognitivo comportamentale, social skills training, Antidepressivi.
Disturbo ossessivo compulsivo: Terapia comportamentale (esposizione e prevenzione della risposta), RET (Terapia Razionale Emotiva), Inibitori della Ricaptazione della serotonina, clomipramina.
Disturbo Post Traumatico da Stress: Terapia cognitivo comportamentale (esposizione, training di gestione dell'ansia, terapia cognitiva), antidepressivi.

SCHIZOFRENIA:
Trattamenti psicosociali familiari integrati, Social Skills Training, Case Management, Terapia cognitivo-comportamentale, Antipsicotici.

DISTURBI DI PERSONALITA':
Training di abilità sociali per il Disturbo Evitante, Terapia cognitivo comportamentale dialettica.
Inibitori delle monoaminossidasi IMAO e Antidepressivi sui disturbi appartenenti al cluster ansioso.

DISFUNZIONI SESSUALI
Terapia comportamentale nelle disfunzioni dell'erezione, nell'eiaculazione precoce e nel vaginismo.
Terapia farmacologica: Sildenafil nelle disfunzioni erettili

ABUSO DI ALCOLICI
Trattamenti comportamentali, Social Skills Training, Terapia di coppia e pacchetti di rinforzo di comunità.
Terapia farmacologica: naltrexone, acamprosato.

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